Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 24 marzo 2012

L'Effetto Seekers: il motivo per cui continuiamo a ricercare la crescita ad ogni costo

Traduzione di Massimiliano Rupalti da "Cassandra's Legacy"



Già nel 1972, lo studio classico "I limiti dello sviluppo" aveva mostrato che la crescita economica non sarebbe potuta durare per sempre (sopra, lo scenario “caso base” proveniente dallo studio). Anche senza calcoli complessi, dovrebbe essere chiaro dalla fisica che la crescita infinita non è possibile in un mondo finito. Tuttavia, politici, leaders, economisti, chi prende le decisioni e così via, stanno tutti spingendo verso crescita, crescita e ancora crescita. In un post precedente, ho provato a trovare ragioni razionali per questo atteggiamento, ma credo che si possa spiegare meglio in termini di “Effetto Seekers”. Il termine proviene dal nome di una setta esoterica chiamata i “Seekers” (i Cercatori), attiva negli anni 50, che credeva di essere stata avvisata dagli alieni della fine del mondo in arrivo.


Se avete una formazione scientifica o ingegneristica, probabilmente pensate che le vostre opinioni dovrebbero essere basate sui dati disponibili e che dovreste cambiare le vostre opinioni se sopraggiungessero dati migliori. Potreste pensare che questo è il modo più ovvio di comportarsi, ma pensateci bene. Molto verosimilmente siete parte di una minoranza, forse una piccola minoranza. In assoluto, la maggior parte della gente sembra agire su una serie di principi diversi. Si attaccherà alle proprie opinioni a prescindere da quanto dicono i dati. E se nuovi dati contraddicono un'opinione presa in precedenza, al diavolo i nuovi dati. E' qualcosa che possiamo chiamare “effetto Seekers”.

I Seekers erano una setta attiva negli anni 1950. Un compendio della loro storia lo ha raccontato Chris Money in un articolo dal titolo "La scienza del perché non crediamo nella scienza. In breve, i Seekers si erano raccolti intorno ad una signora di nome Dorothy Martin che dichiarava di ricevere messaggi telepatici dagli alieni. Le avevano detto che un grande cataclisma avrebbe avuto luogo in una data specifica: il 21 dicembre 1954. La maggior parte dell'umanità sarebbe stata distrutta, ma i Seekers sarebbero stati portati in salvo da una nave spaziale aliena che sarebbe atterrata quel giorno.


L'elemento speciale che fa dei Seekers un paradigma nel comportamento umano è che sono stati infiltrati da un gruppo di psicologi sociali , guidato da Leon Festinger, che li hanno seguiti fino alla data fatidica ed oltre quando, ovviamente, non è avvenuta nessuna catastrofe. Nel libro di Festinger del 1956 “Quando la profezia non si avvera”, possiamo leggere come i Seekers hanno reagito al non avverarsi della profezia della loro leader. La loro prima reazione, naturalmente è stata di sgomento. Ma non è durata a lungo. Dopo pochi giorni, I Seekers hanno serrato i ranghi e ricostituito il loro credo: la loro profetessa, la signora Martin non aveva affatto sbagliato; gli alieni avevano deciso di risparmiare l'umanità grazie alla fede dei Seekers! Il risvolto più interessante in questa storia è che non solo i Seekers non hanno accettato che le loro profezie fossero errate, ma hanno intensificato gli sforzi per reclutare nuovi adepti e per convincere tutti delle loro idee. Alla fine, sono stati ridicolizzati a tal punto che sono scomparsi, ma ci sono voluti alcuni anni.

La storia dei Seekers è uno dei migliori casi studiati di quello che viene chiamato “ragionamento motivato”, che è la tendenza di rigirare i fatti e la logica in modo da mantenere la propria amata visione del mondo. Money dice che:

Non siamo guidati solo dalle emozioni, naturalmente – ragioniamo anche, deliberatamente. Ma il ragionare arriva dopo, funziona più lentamente, e anche quando lo fa, non avviene in un vuoto emozionale. Piuttosto, il movimento delle nostre emozioni ci può portare ad un modo di pensare che è molto parziale, specialmente su argomenti a cui teniamo molto... abbiamo altri obiettivi importanti oltre all'accuratezza, compresa l'affermazione dell'identità e la protezione del senso di sé, e spesso questi ci rendono molto resistenti a cambiare le nostre credenze quando i fatti dicono che dovremmo.

Il ragionamento motivato è molto comune. Oggi non c'è necessità di infiltrarsi in una setta esoterica per vederlo al lavoro: possiamo vedere drammi simili a quello dei Seekers manifestarsi in siti di discussione o su Facebook. Un recente caso è quello del "E-Cat, il favoloso dispositivo nucleare che ci avrebbe portato prosperità eterna. Date un'occhiata a qualcuno dei siti dei “fedeli” e vedrete che, nonostante l'accumulo di prove che l'E-Cat non è altro che una teiera elettrica molto sopravvalutata, i fedeli sono inamovibili sulla loro posizione. Non solo questo, ma stanno anche raddoppiando i loro sforzi per convincere tutti che la loro teiera sia, veramente, un reattore nucleare.

La maggior parte delle discussioni che hanno luogo sul Web, diciamo, sul clima, l'energia, il picco del petrolio e così via, non sono basate sui dati o sulla logica. Avete mai visto qualcuno cambiare la propria opinione in una di queste discussioni? Forse succede, a volte, ma è quasi un evento miracoloso.

Lo stesso ragionamento motivato sembra essere in opera con la crescita economica. Succede prevalentemente sui media, piuttosto che nel Web, ma i fattori psicologici in gioco sembrano essere gli stessi. Così, è crescita, crescita e ancora crescita. E' sempre lo stesso concetto, ripetuto all'infinito nei media. Tuttavia non c'è nessuna ragione razionale (anche se ho cercato di trovarne una) per scegliere la crescita su ogni altra possibile strategia. E' la nostra tendenza ad attaccarci alle nostre credenze precedenti. In passato, abbiamo messo tanto impegno nella credenza che la crescita possa curare tutti i mali che ora non possiamo ritrattarla senza perdere la faccia. E' l'effetto Seekers.

9 commenti:

  1. Interessante, ma mi pare che non ci fosse bisogno di infiltrarsi fra i seekers per scoprirlo. Il meccanismo funziona perfettamente anche con le religioni ufficiali più diffuse e blasonate, le cui profezie e i cui dogmi non sono meno strampalati di quelli della sciura Martin (ed anzi a dire un'ovvietà del genere si rischia ancora di essere pure guardati male).

    L.

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  2. Anziche effetto Seeker lo chiamerei piuttosto effetto Catalano.
    Alla seguente domanda: è meglio essere belli, ricchi e felici
    oppure brutti, miserabili e disperati? Secondo Lei le persone cosa dovrebbero rispondere?

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  3. io lo chiamerei effetto ignoranza, dai miei studi giovanili scientifici ed ingegneristici, ma anche per la mia cultura umanistica e religiosa effetto malefico, perchè dietro la parola crescita ci sento puzza di avidità, che se ben ricordo, è classificato come vizio capitale. Non ci sono solo bacco, tabacco e venere, ora anche la new entry delle droghe, a distruggere l'essere umano. Ci sono sistemi ancora più raffinati per farlo ed il pensiero filosofico e religioso ci mettono in guardia da queste trappole camuffate da credi positivistici come la crescita.

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  4. Caro sig. Bardi credo che la nostra, seppur scassata, classe politica sappia benissimo che non vi può essere crescita infinita in un sistema finito, il punto è che a loro basta che le cose vadano avanti, bene o male, finchè si costruiscono un futuro per loro e la loro famiglia (5 anni o 10), e il popolo, ma il popolo che si arrangi, no?
    Saluti

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  5. @Franco44: Invece no, credo proprio che la nostra "scassata" classe politica non sappia per nulla che c'è un limite alla crescita. Forse qualcuno si, ma si tratterebbe proprio della classica mosca biancha. Comunque, sono disponibile a cambiare la mia opinione a "dati disponibili", non voglio essere un "seeker" anche io

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  6. Nell'articolo a un certo punto è scritto: "Lo stesso ragionamento motivato sembra essere in opera con la crescita economica. Succede prevalentemente sui media, piuttosto che nel Web, ma i fattori psicologici in gioco sembrano essere gli stessi. Così, è crescita, crescita e ancora crescita. E' sempre lo stesso concetto, ripetuto all'infinito nei media. Tuttavia non c'è nessuna ragione razionale (anche se ho cercato di trovarne una) per scegliere la crescita su ogni altra possibile strategia."

    I mass media (chi completamente chi in buona parte) sono finanziati dalla pubblicità: questo vorrà pure dire qualcosa!!
    Qualsiasi giornale o rete televisiva o radiofonica che si basa sulla pubblicità si lega mani e piedi a certi valori come, soprattutto, quello della crescita.

    Ricordo che Michele Santoro nel difendere la sua trasmissione (che secondo alcune parti politiche era definità progressista) faceva sempre riferimento alle entrate pubblicitarie che comportava per metterne in evidenza il successo.

    Armando

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  7. C'e' anche un fattore strutturale che ci impone di pensare in termini di crescita, ed e' il fatto che abbiamo costruito la nostra economia sul contetto di interesse sul capitale.

    Badate bene, il concetto imperante e' che si io do qualcosa, mi attendo che torni indietro con un interesse. E' questa la mollla fondamentale che impone la crescita, altrimenti il conto generale non funziona, se non c'e' un uncremoento nel volume delle cose scambiate non sara' possibile pagare tutti gli interessi di tutti.

    Peccato che il meccanismo di interesse puo' essere soddisfatto, per costruzione matematica, solo da una progressione esponenziale della crescita.

    Quindi, nel concetto di interesse e' la radice del male, e la motivazione della catastrofe futura.

    Per bloccare la catastrofe, bisogna abolire il meccanismo delgi interessi, non c'e' nessuna via alternativa.

    Saluti
    Phitio

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  8. e se invece il picco petrolifero fosse solo una bufala? se la crisi americana ed europea fosse stata pilotata per contrastare la crescita dei mercati asiatici?
    cosa vi inventereste per salvare la faccia?

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    Risposte
    1. allora dimostralo! C'è chi dice che anche i campi di concentramento nazisti sono tutta un'invenzione, così come l'essere stati sulla Luna! A non voler vedere e sentire è facile e comodo, più difficile tirare argomentazioni valide

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