Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 9 ottobre 2010

Rompere il vetro in caso di riscaldamento globale


Immagine dal blog "Only in for the Gold."  Non c' il link all'originale, comunque è di Tom Toles ed è stata pubblicata sul "Washington Post"


In caso di riscaldamento globale

1. Assicuratevi che tutte le persone nell'edificio siano daccordo che c'è un incendio
2. Chiamate qualcuno scettico dall'esterno e lasciatelo parlare per un bel po'
3. Considerate che potrebbe essere soltanto un piccolo incendio
4.Rendetevi conto che chiamare i pompieri non è gratis
5. Sollevate il martello
6.Rimettete il martello a posto e ripetete le azioni da 1 a 6.
7. Alzate il martello ancora una volta
8. Fermatevi a considerare come farete a ripulire i cocci di vetro


Altri suggerimenti interessanti si trovano sul blog di Michael Tobis, pppure ce li possiamo inventare da noi, per esempio

9. Considerate che un incendio potrebbe in effetti ridurre i costi del riscaldamento dell'edificio. Istituite una commissione di inchiesta

10. Gli incendi sono fenomeni naturali.

11. E' il sole che causa gli incendi

13. Il fumo contiene CO2, quindi fa bene alle piante

14. Esaminate i messaggi di posta elettronica di dieci anni prima di tutti i pompieri e accusateli di inventarsi gli incendi per guadagnarci sopra.

15. Dimostrate che il fuoco è impossibile sulla base della seconda legge della termodinamica. Infatti, se il calore può passare soltanto da un corpo caldo a un corpo freddo, è impossibile accendere un fiammifero.

16 Notate che non esiste una legge precisa che correli la quantità di fumo osservata e la temperatura. Concludete che la scienza non è ancora certa e che quindi bisogna aspettare nuovi dati e nuovi esperimenti prima di dare l'allarme

17. L'incendio è soltanto una teoria

18. Sono i soliti incendisti.

eccetera......

12 commenti:

  1. Manca la voce "in fin dei conti un po' di fuoco non fa male" :-)

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  2. L'arrosto che potremmo produrre ha valore economico!

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  3. Toles evidentemente disegna lo Zio Sam, e quindi fa del sarcasmo sull'impasse politica americana. Purtroppo pero' la pratica a livello mondiale fra chi invece del riscaldamento globale si preoccupa molto, e' diventata ben altra...

    In caso di riscaldamento globale:

    1. Assicuratevi che tutti ma proprio la pensino esattamente come voi fino all'ultima virgola

    2. Fate in modo di crearvi il maggior numero di nemici possibili. Quando possibile, insultate pesantemente chi faccia domande di qualunque tipo.

    3. Spaventate una gran quantita' di persone dicendo che l'intera societa' umana vada rivoluzionata completamente

    4. Affidate la salvezza ad improbabili accordi internazionali basati sulla promessa di migliaia di miliardi di dollari, anche se accordi molto piu' semplici per interventi molto meno costosi hanno continuato a fallire per decenni

    5 Organizzate azioni dimostrative palesemente di facciata, e cercate di sensibilizzare tramite un balletto o la lettura pubblica di testi edificanti

    6. Nascondete i dati scientifici a chi non abbia le amicizie giuste, in barba a tutte le leggi, a ogni regolamento e a tutta la tradizione scientifica precedente

    7. Concentrate i vostri sforzi nell'assalto contro assurde cospirazioni su scala mondiale che coinvolgerebbero decine di migliaia se non milioni di persone al soldo della Exxon e dei fratelli Koch, come se la Shell, l'Eni e tutti i petrolieri europei fossero angeli del Paradiso

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  4. @TC (Maurizio)
    I punti 1 e 2 mi sembra si riferiscano molto bene alla pratica degli scettici. Almeno, io vengo insultato pesantemente perché esprimo dubbi sugli scettici, anche quando questi usano l'argomento 15.

    Sul tuo punto 6, ti inviterei a cercare i dati scientifici ORIGINALI (quelli di cui, per il GW, è difficile ottenere copie) di buona parte delle osservazioni astronomiche degli anni '70-'80. Conservate su nastri magnetici, per cui oggi (a) non esistono più gli apparecchi per leggerli, e (b) non è garantita la conservazione dopo 10 anni. Quindi, con la tua logica, sarebbero da buttare nel cestino una buona parte di studi su quasar, variabilità stellare su tempi lunghi, eccetera. Molti sono recuperabili, ma solo con molta fatica da parte di chi ci ha lavorato (e magari oggi e' in pensione), per cui se sei un signor Qualsiasi che li vuole solo per controllare che ci sono ti mandano volentieri a spigare, o non ti rispondono neppure.

    Talvolta vengono semplicemente cancellati, perché non c'è lo spazio per tenere tutto. Prova a chiedere tutti i nastri originali delle missioni Apollo, anche di quelli qualcuno manca all'appello.

    Prova a chiedere dati dell'osservazione fatta dal prof. Tizio sull'oggetto celeste X e mai pubblicati (perché prima o poi lui li vuol pubblicare), e che non ti lasciano osservare al telescopio perché l'ha già osservato lui e sarebbe uno spreco.

    QUESTA è la tradizione scientifica. I dati sono pubblici, ma con grosse restrizioni, e finché ci sono. Nel caso del GW si va contro questa tradizione, e i dati sono tutti lì, ragionevolmente ben archiviati e a disposizione di chi ha diritto ad accedervi.

    Sul 7, gli "scettici" titolati sono poche centinaia. E milioni di persone credono pure alle scie chimiche, per non parlare dell'omeopatia.

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  5. Beh, non mi aspettavo che i tafani avessero un senso dell'umorismo e questo commento me lo conferma.

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  6. suggerimento per un altro punto: prima di chiamare i pompieri considerare attentamente se il fuoco non sia un'illusione montata ad arte dai servizi segreti deviati per distrarvi dal fatto, ben più importante, che gli infissi del vostro edificio erano da rinnovare.

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  7. La 14 dovrebbe essere "inventatevi dei messaggi di posta elettronica" dato che non hanno ancora portato nessuna prova che siano vere. Dunque sono false!

    Ciao

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  8. @Ugo
    Ma Tobis ha copiato "Come salvare il pianeta? Riscaldandolo" di Franco Battaglia censurando gli insulti a chi sente odor di bruciato o li hai censurati tu?

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  9. Proposta antidotica:

    1) prendete un gruppo di feroci negazionisti dell'incendio, piazzateli nelle stanze interessate dal supposto fenomeno, e, per la prima legge delle conseguenze inevitabili, almeno un problema sara' risolto.

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  10. @Gianni link

    Sul punto 1, l'eccessivo zelo fra i catastrofisti nel verificare l'ortodossia altrui, finanche Richard Curtis e Franny Armstrong hanno fatto dell'ironia, con la povera Gillian Anderson esplosa come uno scettico qualunque. Non capisco come possa invece essere applicato ai non-catastrofisti, dove non esiste alcuna ortodossia e Lomborg, Dyson, Allegre (perdonatemi l'accento mancante), Monckton e David Whitehouse convivono (Heartland o no Heartland) con la loro molteplicita' di vedute.

    Anche il punto 2 non vedo come e dove esista in campo "scettico". Ci saranno pure fra gli "scettici" i soliti imbecilli che urlano, sbraitano e insultano, ma in tutti questi anni sia sul web che via mailing list, sono stato personalmente insultato, solo da cambioclimatisti (i quali, tapini, sfogano in questo modo la frustrazione della finore inutile attesa della catastrofe, e di qualunque piano serio per evitarla o contrastarla).

    Anche sul mio blog, e su tutti i blog che seguo, la possibilita' di discorso civile e di mancanza di censura sembra appannaggio degli "scettici" (con l'eccezione di quel tizio di Popular Mechanics-o-qualcosa-del-genere e i suoi 500 articoli contro il cambiamento climatico, tizio che pero' guarda caso mi guardo bene dal seguire).

    Certo, ci sono anche Revkin e Pielke Jr, con i quali si puo' discutere tranquillamente, e Connolley, quando e' in vena.

    Penso che soprattutto sul mio punto 4 siamo d'accordo, Bardi compreso (e sul punto 3?). Il punto 5 sara' drammaticamente presente a chi ha la sorte di vivere in Inghilterra, dove ormai anche gli antennisti televisivi pubblicizzano le loro mancate emissioni (come se ci credesse nessuno, dopo le ginnastiche contabili dell'Era Blair).

    (continua)

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  11. (continua dal commento precedente)

    @Gianni link


    Riguardo il mio punto 6, mi riferivo a cose diverse da quelle di cui parli. Non ho detto niente riguardo la disponibilita' dei dati originali, riguardo la quale ovviamente bisogna tenere un atteggiamento pratico e realistico: quanto non c'e' piu' o non si puo' piu' leggere va preso "cum grano salis" ma (ovviamente) va preso anche per "vero fino a prova contraria".

    Ma i dati freschi freschi presi riguardo articoli di pubblicazione recentissima, quelli non vedo proprio perche' e per come possano rimanere nascosti per sempre ai lettori.

    In campo astronomico, e magari mi correggi se le cose sono cambiate ultimamente, una volta che gli articoli siano stati pubblicati i dati diventano di dominio pubblico in senso stretto, con tutte le regole del caso ovviamente. Per esempio alla NASA gli scienziati che hanno progettato gli strumenti sulle varie sonde hanno priorita' di pubblicazione, e nessun obbligo di condividere i loro dati finche' non abbiano avuto il tempo di pubblicare un numero adeguato di articoli. Dopodiche' i dati vengono condivisi. Questa e' la tradizione scientifica.
    Anzi, certe foto come quelle di Spirit e Opportunity sono subito disponibili "as-is", per evitare di perdere tempo nelle stupidaggini sugli ufi: analogamente, che si mettano i dati climatici usati negli ultimissimi articoli subito sul web, cosi' la smettiamo con le stupidaggini sul New World Order cambioclimatista.

    Tutto cio' non ha niente a che fare con la famosa frase di Jones "a te 'gnente perche' vuoi trovare qualcosa di sbagliato", o con l'invito a cancellare messaggi, o con le macchinazioni per evitare gli obblighi legali della Freedom of Information. Questa non e' scienza.

    Infine non ho capito la replica al punto 7. E' appena uscito l'ennesimo articolo (questa volta su Der Spiegel) dove si denuncia una presunta "fabbrica del dubbio". Boh. Prendiamolo pure per vero. Ma fissarsi su quella "fabbrica" significa non aver capito niente, e non aver alcuna speranza, riguardo il perche' una larga fetta della popolazione, con nessuna relazione con la Exxon, rimanga impermeabile ai richiami alla salvezza climatica. E poi: che importa cosa sponsorizzino i Koch, quando la cambiclimatistissima Unione Europea ha fatto solo un gran polverono inutile e costoso chiamato ETS?

    Per fare un paragone: e' vero che anni fa giocare contro il Napoli significava giocare contro Maradona. Pero' se una squadra c'aveva il portiere brocco, il centravanti fermo e il centrocampo ramengo, non aveva alcun senso incolpare Maradona per una sconfitta contro il Napoli...

    (e non mi rispondere "non credono alla catastrofe prossima ventura perche' credono all'omeopatia". Questa non e' una risposta, perche' la si puo' applicare a tutto, scie chimiche incluse...)

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  12. (seconda e ultima parte)

    Riguardo il mio punto 6, mi riferivo a cose diverse da quelle di cui parli. Non ho detto niente riguardo la disponibilita' dei dati originali, riguardo la quale ovviamente bisogna tenere un atteggiamento pratico e realistico: quanto non c'e' piu' o non si puo' piu' leggere va preso "cum grano salis" ma (ovviamente) va preso anche per "vero fino a prova contraria".

    Ma i dati freschi freschi presi riguardo articoli di pubblicazione recentissima, quelli non vedo proprio perche' e per come possano rimanere nascosti per sempre ai lettori.

    In campo astronomico, e magari mi correggi se le cose sono cambiate ultimamente, una volta che gli articoli siano stati pubblicati i dati diventano di dominio pubblico in senso stretto, con tutte le regole del caso ovviamente. Per esempio alla NASA gli scienziati che hanno progettato gli strumenti sulle varie sonde hanno priorita' di pubblicazione, e nessun obbligo di condividere i loro dati finche' non abbiano avuto il tempo di pubblicare un numero adeguato di articoli.

    Dopodiche' i dati vengono condivisi. Questa e' la tradizione scientifica.

    Anzi, certe foto come quelle di Spirit e Opportunity sono subito disponibili "as-is", per evitare di perdere tempo nelle stupidaggini sugli ufi: analogamente, che si mettano i dati climatici usati negli ultimissimi articoli subito sul web, cosi' la smettiamo con le stupidaggini sul New World Order cambioclimatista.

    Tutto cio' non ha niente a che fare con la famosa frase di Jones "a te 'gnente perche' vuoi trovare qualcosa di sbagliato", o con l'invito a cancellare messaggi, o con le macchinazioni per evitare gli obblighi legali della Freedom of Information. Questa non e' scienza.

    Infine non ho capito la replica al punto 7. E' appena uscito l'ennesimo articolo (questa volta su Der Spiegel) dove si denuncia una presunta "fabbrica del dubbio". Boh. Prendiamolo pure per vero. Ma fissarsi su quella "fabbrica" significa non aver capito niente, e non
    aver alcuna speranza, riguardo il perche' una larga fetta della popolazione, con nessuna relazione con la Exxon, rimanga impermeabile ai richiami alla salvezza climatica. E poi: che importa cosa sponsorizzino i Koch, quando la cambiclimatistissima Unione Europea ha fatto solo un gran polverono inutile e costoso chiamato ETS?

    Per fare un paragone: e' vero che anni fa giocare contro il Napoli significava giocare contro Maradona. Pero' se una squadra c'aveva il portiere brocco, il centravanti fermo e il centrocampo ramengo, non aveva alcun senso incolpare Maradona per una sconfitta contro il Napoli...

    (e non mi rispondere "non credono alla catastrofe prossima ventura perche' credono all'omeopatia". Questa non e' una risposta, perche' la si puo' applicare a tutto, scie chimiche incluse...)

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