Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 2 giugno 2010

Cassandra si riposa un po'

Di Ugo Bardi


Un quadro di John William Waterhouse, un preraffaellita inglese. Non credo che rappresenti Cassandra, ma comunque è qualche tipo di profetessa presa dal sacro fuoco. 


Avrete notato un certo rallentamento dell'attività del blog "Effetto Cassandra". In effetti, preso dal sacro fuoco, per tre mesi ho fatto circa un post al giorno. Ora, bisogna che rallenti un po' e mi prenda un po' di pausa. Come vi ho raccontato in un post precedente, mi sono messo a scrivere un libro che verterà anche sulle tematiche che esaminiamo in questo blog. In più, mi sono anche messo all'anima di preparare una proposal per il programma "Intelligent Energy Europe" (che è, sostanzialmente, un ossimoro - per ora non sono riuscito a trovare alcuna traccia di intelligenza negli atti della commissione Europea). La proposta verte sull'interazione degli impianti fotovoltaici e l'agricoltura, in sostanza una continuazione del nostro progetto RAMSES.

Quindi, con queste discrete beghe che mi sono creato da solo, mi tocca rallentare notevolmente l'attività di posting. Il che credo sia un bene; diversa gente mi ha detto che i post su "Cassandra" gli piacevano molto, ma che erano troppi per seguirli tutti. Quindi, rallentiamo un po' e cerchiamo di approfondire di più

Avrete notato anche l'apparizione di Carlo Fusco fra gli autori di questo blog. Carlo è un biologo che lavora all'università di Losanna. Si occupa di biologia molecolare e biologia cellulare in particolare applicata allo studio dei tumori. Come ho detto altre volte, non importa essere climatologi professionisti per dire cose sensate sul cambiamento climatico. L'importante è la buona volontà, l'onestà intellettuale e seguire le regole del metodo scientifico. Quindi Carlo sta facendo un ottimo lavoro. Anche lui è sommerso da altri impegni e lo fa quando può e lo ringrazio molto per questo.

Se qualche altro volonteroso vuole contribuire a questo blog, è benvenuto. Il soggetto che trattiamo non è necessariamente il cambiamento climatico in se, ma la reazione umana al cambiamento. Quindi, non importa essere climatologi per dare un contributo utile a chi legge. Basta la buona volontà e - soprattutto - l'onestà intellettuale.

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