Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 27 aprile 2010

Come perdere la guerra del clima

 

Un bombardiere Lancaster scarica bombe incendiarie sulla Germania durante la seconda guerra mondiale. Se i tedeschi avessero avuto radar migliori avrebbero potuto contrastare questi bombardamenti in modo efficace, ma la miopia e la stupidità dei politici nazisti aveva distrutto la ricerca avanzata sui radar nelle università tedesche. Una forma simile di miopia potrebbe renderci difficile combattere oggi contro le sfide globali del clima e dell'esaurimento delle risorse.


Il rapporto fra scienziati e potere politico è sempre difficile. A partire da Galileo, gli scontri si sono susseguiti con una serie storica di purghe che, in tempi moderni, includono la "caccia alle streghe" negli Stati Uniti negli anni '50, la rivoluzione culturale in Cina negli anni '70 e varie persecuzioni in Unione Sovietica ai tempi di Stalin e più tardi.

Questo è successo tutte le volte che gli scienziati hanno prodotto risultati che andavano ad avere un impatto su questioni politiche, economiche o sociali. Sta succedendo anche oggi quando i climatologi hanno cercato di mandare un avvertimento sulla questione del riscaldamento globale. Ovviamente, la cosa ha dei risvolti politici, economici e sociali e questo da fastidio a chi ha interesse a lasciare le cose come stanno.


Oggi, stiamo vedendo sui media un'ondata di anti-scienza che è diretta soprattutto contro i climatologi ma che rischia di sommergere tutta la scienza e gli scienziati. Il linciaggio mediatico che abbiamo visto ultimamente è solo il primo passo di una tendenza che, nella storia, ha portato a provvedimenti per licenziare gli scienziati o mandarli in esilio o, comunque, metterli in condizioni di non dare fastidio.

"La repubblica non ha bisogno di Scienziati" disse il giudice che aveva condannato Antoine Lavoisier alla ghigliottina. Il problema è che, oggi come allora, la repubblica ha bisogno di scienziati. Quantomeno, oggi ci sembra difficile pensare a una società moderna senza l'apporto della scienza e della ricerca; per cui gli scienziati non si possono ghigliottinare tutti. Anche i cinesi, dopo aver mandato gli scienziati a lavorare i campi al tempo della rivoluzione culturale si sono accorti che avevano perso degli ottimi ricercatori per guadagnare dei pessimi contadini. Alla fine li hanno richiamati indietro e il grande balzo in avanti dell'economia cinese è anche dovuto alla disponibilità di un sistema di ricerca efficiente e bene integrato.

Ma cosa devono fare gli scienziati per essere utili alla repubblica? Secondo certe interpretazioni, dovrebbero essere soltanto un supporto al sistema produttivo. Una specie di sistema di controllo qualità pagato dallo stato che anche aiuta gli industriali a fare prodotti migliori e più competitivi. Sembrerebbe che non pochi politici vedano gli scienziati esattamente in questi termini e non solo oggi. Vi faccio un esempio che risale alla seconda guerra mondiale. In un libro di Eckert e Schubert nel loro "Cristalli, elettroni e transistor", 1986, troviamo questo frammento di un discorso del 1937 di Hermann Goering, allora plenipotenziario al riarmamento della Germania.

L'addestramento di una nuova generazione di personale tecnico altamente qualificato per mezzo degli istituti di tecnologia, le università, le scuole tecniche, etc., è di importanza talmente critica per lo stato generale della tecnologia avionica che ho domandato al ministero della Scienza e dell'educazione poco dopo che siamo arrivati al governo di tener conto le speciali esigenze dell'aviazione nell'assicurare qualunque supporto personale tecnico…

Notate come vede il problema? Per l'aviazione, c'è bisogno di "personale tecnico". Goering era stato lui stesso un pilota di caccia durante la prima guerra mondiale e si rendeva conto benissimo di quanto fosse importante avere dei buoni aerei. Però non riusciva a rendersi conto che non bastava; non era sufficiente migliorare la tecnologia degli aerei per farli andare più veloci e più in alto. Occorreva pensare "fuori dalla scatola" per sviluppare tecnologie che dessero un vantaggio decisivo a chi le aveva - il radar per esempio. Ma "pensare fuori dalla scatola" richiede intelletti liberi. Non lo può fare del semplice personale tecnico, ci vogliono scienziati. Ma il governo nazista in Germania diffidava dei propri scienziati e fece in modo di cacciarne via molti dei migliori, (basta un nome: Albert Einstein).

Per tutta la guerra, l'impronta di questo atteggiamento di chiusura alla scienza si fece sentire sulle prestazioni del sistema militare tedesco. I tedeschi avevano ottimi aerei, ottimi carri armati, ottimi sommergibili. Ma gli alleati avevano sviluppato altri tipi di innovazioni. Il radar, in particolare, fu un'arma decisiva. Si disse che la bomba atomica aveva solo concluso la guerra ma che era stata vinta dai radar.


Il bello della faccenda è che la scienza necessaria per fare i radar era stata sviluppata in Germania. I radar alleati furono sviluppati da uno scienziato austriaco emigrato negli Stati Uniti, Karl Lark Horovitz. Erano basati su un semiconduttore chiamato "Germanio" e dal nome vi potete immaginare dove era stato scoperto. Insomma, fra i tanti altri errori che fece, il governo nazista commise anche uno specie di "suicidio scientifico." 

Combattere una guerra è cosa già abbastanza difficile; ma oggi abbiamo di fronte problemi molto più complessi, come il riscaldamento globale e l'esaurimento delle risorse. Di che tipo di scienziati abbiamo bisogno per risolverli? Molti sembrano pensare che abbiamo bisogno di quel tipo di "personale tecnico" di cui parlava Goering. Secondo questa visione, lo scienziato deve limitarsi a inventare gli aggeggi che gli viene richiesto di inventare. Siamo a corto di petrolio? Inventino qualche altra cosa che brucia: idrogeno, per esempio. Riscaldamento globale? Beh, continuiamo come prima a bruciare carbone; nel frattempo qualche scienziato inventerà un modo di seppellire la CO2 da qualche parte in modo che non dia fastidio.

Se, invece, gli scienziati vengono  a dire che per combattere il riscaldamento globale bisogna smettere di bruciare carbone.... eh? Chi si credono di essere?  Bisogna rimetterli al loro posto.

Quando il governo tedesco si accorse che i radar disponibili non erano abbastanza buoni per contrastare l'offensiva aerea alleata cercò disperatamente di rimediare rimettendo gli scienziati al lavoro sui radar. Ma era troppo tardi. La guerra era ormai perduta  - così come rischiamo anche noi di perdere la guerra del clima.

10 commenti:

  1. mha, la Germania non fu sconfitta sul lato tecnico ma su quello strettamente industriale: aveva sfidato economie che rappresentavano complessivamente due terzi del PIL mondiale, fu schiacciata dal loro semplice peso pur avendo tecnologie più avanzate.
    Il manuale tecnico dei carri americani Sherman diceva: "per sconfiggere un Tiger tedesco servono 5 Sherman con la prospettiva di perderne 4"...

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  2. A dire il vero il piano di bombardamenti strategici fu un grosso fallimento, gli alleati persoro migliaia di uomini senza riuscire a far crollare la produzione tedesca, che declinò solo nel 1945.
    Certo, se i tedeschi avessero avuto radar migliori avrebbero contrastato i bombardieri alleati ancora meglio.

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  3. Da quello che ho letto, la campagna di bombardamento degli alleati contro la Germania fu più di una volta a un passo dal fallimento totale. Perdite enormi, costi spaventosi, risultati comparativamente modesti. Sarebbe bastato poco ai tedeschi per forzare gli alleati a interrompere i bombardamenti. E per riuscirci, tutto quello che gli sarebbe servito sarebbero stati dei radar migliori - al germanio invece che a galena.

    Immaginatevi la botta psicologica per gli alleati di dover interrompere i bombardamenti, diciamo, nel 1942. A quel punto, si negozia una pace separata e questo lascia mano libera a Hitler di portare tutte le forze disponibili contro la russia e allora...... chi lo sa?

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  4. L'esempio tedesco non mi pare giusto, quando non erano ebrei o dissidenti politici (espulsi o scappati) fecero delle cose incredibili che per il 99% degli scienziati mondiali d'allora era impossibile! Esempio la V1 e poi la V2, ma l'elenco è lungo.

    In realtà Hitler specialmente all'inizio ebbe il vantaggio tecnologico dalla sua parte.

    Ciao

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  5. sperando di non essere frainteso: lo stesso nazismo fu un "pensare fuori della scatola" rispetto ai paradigmi politico-economici di stampo anglosassone. Consiglio la lettura di "Hitler e il nazismo magico" di Giorgio Galli.
    Come recita il famoso passo de "Il mattino dei maghi": Il nazismo fu il momento in cui lo spirito di magia si impadroni delle leve del progresso materiale. Lenin diceva che il comunismo e il socialismo piu l'elettricita. In un certo senso, l'hitlerismo era il guenonismo piu le divisioni blindate

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  6. Concordo sulla visione del suicidio scientifico del nazismo. Non dimentichiamoci l'opinione di Hitler sulla fisica nucleare - "scienza giudea".

    Il paragone tra Sherman e Tiger è proprio una conferma di quanto dice Ugo: diventi tanto bravo bravissimo a fare e rifare la stessa cosa, ma non cambi mai marcia. È un po' quello che personalmente penso dei giapponesi oggi: ottime auto e ottime macchine fotografiche, che però sono state inventate da altre parti. E difficilmente il Giappone riuscirà a stupirci.

    E in Italia? Io ho studiato ingegneria (tra gli ultimi del vecchio ordinamento), e posso fare alcune osservazioni:
    -Diversi prof di ingegneria (non tutti, per fortuna) sono tifosi del "business as usual". Era il '98, mi pare, quando un prof fece un discorso sull'elevata exergia del metano e che dunque era sprecato usarlo per il riscaldamento. Discorso giusto: solo che lui non pensava alle pompe di calore e alle caldaie a condensazione, ma a tornare al riscaldamento a olio combustibile! Del resto, l'impianto di riscaldamento dell'università era (e penso che lo sia tutt'ora) a olio. Per fortuna ci sono anche alcuni buoni controesempi, uno per tutti il prof di Fisica Tecnica che già negli anni 90 ci raccontava del riscaldamento a bassa temperatura, della contabilizzazione del calore ecc., argomenti in sé non trascendentali, ma che sono considerati ancora oggi mezza fantascienza in Italia.
    -La tendenza recente, tra laurea breve e semplificazione degli esami, mi pare proprio quella di creare sempre più tecnici e meno scienziati. Tra l'altro, nella PMI, 99 volte su cento, il massimo che serve è un perito; già un ingegnere è considerato troppo teorico, il fisico è buono solo come programmatore.
    -Sempre a proposito del "think out of the box", avevo riso di gusto* studiando l'esame di "Economia applicata all'ingegneria". Era tutto un ragionamento idillico sul consumatore razionale, sulla legge della domanda e dell'offerta e sulla minimizzazione de costi, dove tutti i problemi sono indipendenti e lineari, tutti pagano le tasse e lo Stato cura il bene comune. Non una parola sul dumping, sui costi esterni delle attività produttive, sul problema dei trust ecc ecc. Mi sentivo come gli ingegneri russi nelle università sovietiche, dove c'era sicuramente qualche esame del tipo "quant'è bello il comunismo quando si è ingegneri".


    *In effetti una cosa l'avevo capita, a quell'esame. Avevo capito perché a chi propone di costruire una centrale nucleare non gli interessa niente dei costi di decommissioning. Perché attualizzando i costi, col tasso di sconto sempre positivo (le magnifiche sorti e progressive), quella spesa da farsi fra 50 o 100 anni è, al momento, irrisoria. Peccato che nessuno si ricordi mai di mettere da parte i soldi ADESSO.


    PS refuso: ...che abbiamo visto ultimamente e solo il primo...

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  7. Refuso corretto, grazie Markgots.

    A proposito dei vari commenti ricevuti, notate come la Germania nazista rimanesse sempre al top level su cose che avevano a che fare con l'ingegneria meccanica e la combustione. Per cui, ottimi carri armati e aerei, e anche aerei a reazione e le V1/V2. Tutta roba meccanica che usava motori a combustione. Per il tutto il resto, era finita con essere molto indietro agli alleati. Nel post ho fatto l'esempio del radar, ma me ne vengono in mente almeno altri due: uno era la bomba atomica; anche li hanno disperatamente cercato di rincorrere gli alleati ma gli è andata bene che non sono riusciti nemmeno vagamente a costruire una bomba atomica funzionante. Se ci fossero andati vicino, gli alleati avrebbero atomizzato Berlino, come minimo.

    L'altro esempio è quello dei calcolatori digitali e dell'encryption. Uno dei grossi vantaggi degli alleati è stata la loro capacità di decriptare i codici tedeschi. Anche li', niente motori, niente scienza. I tedeschi si sono tagliati gli organi riproduttivi da soli. Giustamente detto: propaganda e panzer divisionen, ma niente altro.

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  8. Ah.... e a ulteriore commento, anche in Italia ci stiamo focalizzando unicamente su combustione e meccanica: inceneritori, biomasse turbine a gas e simili, mentre il resto è praticamente zero. Meno male che non dobbiamo fare una guerra. Direi che se i Tedeschi erano solo propaganda e panzer divisionen, noi siamo propaganda e cantieri edili. E nient'altro.

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  9. Facts:

    Il radar fu importante soprattutto durante la Battle of Britain ;-)

    La Luftwaffe fu annientata sul fronte orientale, altrimenti gli alleati avrebbero avuto vita meno facile in aria.

    L'impegno tedesco sul fronte occidentale non fu mai determinante per la sconfitta della Germania. Ricordo che la Battaglia di Mosca fu persa nel '41-'42 e quella di Stalingrado nel '42-'43, quando la presenza degli alleati era minima a occidente. Quando Ugo citi la differenza tra carri angloam e tedeschi tieni presente che la stessa differenza esisteva tra quelli tedeschi e quelli russi. A me sembra che la guerra l'abbiano vinta i motori e l'industria pesante: il resto fu solo "shot noise".

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  10. Visto il tema, segnalo che è uscito "Broadening Horizons" con i piani di battaglia delle FFAA-USA contro il riscaldamento globale, pdf sul sito del Center for a New American Security.

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