Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno con aragoste



Buon anno a tutti, 
(anche da parte delle aragoste arboree)






(Cliccare sul disegno per ingrandire)



Ho le prove che il mondo finirà, in effetti, il 31 Dicembre 2009 e non nel 2012, come molti di voi credono

Ecco qui un calendario fatto da Zazzle. Gli Zazziliani ovviamente possedevano una tecnologia molto più avanzata di quella dei Maya. Notate la loro capacità di aggiungere didascalie umoristiche a immagini di gatti. E tuttavia il loro calendario finisce nel 2009. Siamo condannati!

No, guarda. Vedi, ho proprio qui un calendario del 2010. Comincia esattamente dove l'altro finisce. Così funzionano i calendari; quando uno finisce, ne cominci un'altro nuovo.

Non mi freghi. La NASA ha creato un calendario falso del 2010. Tutti sanno che sono parte della cospirazione.
Ah.... naturalmente. Che sciocco.

Aragosta globale




(cliccare sulla figura per ingrandire)



E' proprio vero: sono uno scettico della terra rotonda. Voglio dire, insomma!
Ho fatto due passi là fuori, e il terreno era piatto. Piatto!

Sapete chi è che racconta che la terra è tonda: astronomi; sono loro!
Per forza lo fanno. Hanno degli interessi nascosti su questo imbroglio della terra tonda.
Stanno tutti diventando ricchi vendendo libri sull'arrotondamento globale.

Questi grassi profittatori che stanno seduti sulle loro poltrone negli osservatori pagati con i dollari delle vostre tasse.
Ho studiato questi messaggi filtrati dall'unione astronomica internazionale
In uno di questi messaggi ci ho trovato scritto "aberrazione sferica"

Lo sapete cosa significa "aberrazione sferica", vero? Non è tonda!
Non. E'. Tonda.
Svegliatevi, gente.

martedì 29 dicembre 2009

Mi dispiace, sig. De Bellis.....








.... ma l'era glaciale è già finita.


(immagine: allagamenti causati dal Serchio. 27 Dicembre 2009)


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Da "E lo chiamano surriscaldamento globale" 
di Giuseppe De Bellis
da "Il Giornale" del 22 Dicembre 2009



.... Non s’arrendono all’evidenza: tutto il mondo è al gelo. Noi vediamo le nostre città: Milano, Torino, Venezia, Bologna. Bianco e solo bianco. Freddo e solo freddo. Ghiaccio e solo ghiaccio. Poi gli altri. L’America dell’Est sepolta nel peggior inverno degli ultimi anni: il governatore della Virginia ha dichiarato lo stato di emergenza, Washington ha chiuso tutto, compresa la Casa Bianca, che se nessuno la conoscesse, oggi sembrerebbe chiamata così per la neve. Aeroporti chiusi, treni fermi, strade deserte.

Un pianeta ammantato, sofficemente sotto zero: Francia senza aerei e treni, con Sarkozy a fare da capo stazione per cercare di far partire qualche Tgv per miracolo. L’Inghilterra peggio: chiusura degli scali di Luton e Gatwick, disagi nel colossale Heathrow, centinaia di scuole sono rimaste chiuse così come moltissimi uffici pubblici. Pure il tunnel sotto la Manica bloccato. Un casino inenarrabile che vediamo alla tv e fuori dalla finestra. È inverno, sai che scoperta. E in inverno il tempo è brutto: se la temperatura è decente piove, se è indecente nevica. Semplicemente ovvio. E invece no, perché a complicarci la vita c’è il falso mito del riscaldamento globale che s’è meritato persino il Nobel per la pace del 2008. Avrebbero dovuto restituirlo quel premio i signori che l’hanno vinto. Per decenza e per dignità. Perché non c’è certezza che quelle teorie vendute come verità siano affidabili, perché sono professionisti del catastrofismo, perché non accettano il confronto con quelli che producono risultati scientifici diversi dai loro.

lunedì 28 dicembre 2009

C'è qualcosa di profondamente sbagliato.......







Bug Report (cartoon via xkcd)


- La storia ufficiale dell'11/9 è piena di buchi. Prendi per esempio.....

- Per favore, fermati, perché vedere succedere queste cose mi fa male al cuore.

- Le teorie cospirazionistiche rappresentano una nota imperfezione del pensiero umano. Queste teorie, naturalmente, sono a volte vere, ma la loro realtà è completamente scorrelata con le certezze del credente.  Per qualche ragione, a volte quando la gente crede di aver scoperto una bugia, fanno diventare la loro distorsione percettiva una forma d'arte. Separano certi contenuti dai fatti e dai ragionamenti e li riarrangiano in litanie rassicuranti. E tante volte ho cercato senza speranza di ragionare con persone intelligenti consumate da teorie che loro vedevano con certezza come irrefutabili, teorie che alla fine si sono rivelate solo degli pseudo-fatti - Creazionisti della Terra giovane, quelli dell'allunaggio, la sottocultura del moto perpetuo. Non vedi che stai cadendo nello stesso errore?



- Tu non credi seriamente che siamo andati sulla Luna, vero?


- Signore...

- Si, figlio mio...?

- Devo riferire un difetto di fabbrica

sabato 26 dicembre 2009

Natale con i Rom



Dal più piccolo alla più grande: Rocco, Martin, Rusat e Naomi in una foto del giorno di Santo Stefano 2009 a casa loro nel campo Rom di Sesto Fiorentino. La loro famiglia è di religione ortodossa, quindi non festeggiano il natale il 25 Dicembre ma il 7 Gennaio. Il Natale cattolico è comunque un giorno di festa anche per questi bambini: allegri, simpatici e molto vivaci. 

martedì 22 dicembre 2009

Natale 2009



Immagine da "suicideblonde". E' del 2006 e si riferisce agli Stati Uniti, ma credo che abbia valore universale anche oggi. (se non ci sta tutta sul vostro schermo, cliccateci sopra per ingrandire)

venerdì 18 dicembre 2009

C'è qualcosa di profondamente sbagliato.....



Ci deve essere qualcosa di profondamente sbagliato nel tessuto dell'universo se un quotidiano nazionale pubblica in grande evidenza questa lettera di cui vi trascrivo la sezione principale:

..... questi delegati in Danimarca accusano l’uomo di riscaldare la terra. Il catastrofismo paga e i furbi ci marciano e fanno i soldi. Noi beviamo le loro panzane. In realtà la terra si riscalda dal basso;l’uomo non c’entra nulla.E’ il magma sotterraneo che cresce di volume e di calore. E’ un’era geologica da subire.La verità è la seguente: la terra è una dinamo a basso rendimento che gira su se stessa.La risultanza maggiore è calore al 95% che forma ed accresce il magma. Ogni 26.000 anni i poli si invertono a causa della diversità di velocità di rotazione (crosta rigida, magma fluido). Siamo adesso in prossimità dell’inversione dei poli magnetici. Quindi aumenta il calore ancora. Prova ne sono i frequenti terremoti,eruzioni,tsunami in progressione negli ultimi tempi. il CO2 immesso dall’attività antropica è ridicolmente basso rispetto a quello che emana dal sottosuolo.Inoltre il CO2 è utile ai mari ed alle piante(notare che ha 2 atomi di ossigeno che libera nella sua trasformazione). Guai se non ci fosse il CO2. Inoltre Il famigerato effetto serra è la nostra salvezza; altrimenti moriremmo tutti senza ossigeno. Vedete quindi quante bufale si narrano a spese nostre.

L'autore è definito "opinionista-lettore" e sembra esistere veramente. Di lui, si possono leggere alcune sue lettere sul web, inviate a vari quotidiani dove si definisce "pensionato ex economista" e dove spesso disquisisce di economia e di politica. E' difficile capire che cosa lo abbia spinto a passare alla climatologia e a inviare questa lettera sconclusionata dove spiccano frasi come "la verità è questa" oppure "la terra si scalda dal basso."

Immaginiamo che il giornale avesse ricevuto una lettera di questo tono e di questo livello in cui un pensionato ex-economista espone le sue idee sulla costruzione degli aerei a reazione o sulla progettazione dei microprocessori. Il redattore, probabilmente, si sarebbe sentito in dovere non solo di cestinarla, ma anche di rispondere suggerendo all'autore qualche goccia di valium ogni sera. Che venga pubblicata e addirittura con la massima evidenza è semplicemente un altro sintomo dell'ondata di follia che sta sommergendo il mondo.

La lettera è stata pubblicata su "La Nazione" il 18 Dicembre 2009 con il titolo "Riscaldamento del clima, sul catastrofismo ci marciano i furbi"



giovedì 17 dicembre 2009

Il web come un network complesso: il caso di climategate


Nella figura qui sopra vedete come ha reagito il Web alla faccenda del "climategate", ovvero al furto delle email private dei ricercatori del Climate Research Unit di East Anglia.

A parte le implicazioni politiche e propagandistiche del furto, è interessante come il web abbia reagito alla notizia con una risposta quasi gaussiana. Vedete come l'interesse della gente sia salito e poi sceso raggiungendo un picco abbastanza netto. Non è il solo caso, ho esaminato altri esempi (per esempio il caso del "professore negazionista" Antonio Caracciolo), come pure altri elementi indicatori della diffusione (p. es. numero di pagine web). Vi posso dire che questa quasi-gaussiana è un andamento abbastanza comune. Il web reagisce a uno stimolo improvviso comportandosi come quello che è: un network strutturato che è soggetto a criticità e transizioni di fase.

Ora mi accuserete di vedere curve di Hubbert dappertutto. Però, alla fine dei conti, ci sono delle relazioni fra questo comportamento del web e quello dell'andamento della produzione petrolifera. In entrambe i casi, c'è uno stimolo che mette in moto un sistema complesso. In entrambe i casi, abbiamo dei network: nel primo caso (Web) il network è puramente virtuale; nel secondo ci sono degli elementi fisici (pozzi di petrolio, trivelle, eccetera). Ma, in tutti e due i casi, quello che passa fra i nodi del network è informazione e il meccanismo che genera la curva è feedback positivo che genera attività del network/sistema economico.

Per ora non mi sono messo a scrivere le equazioni dinamiche del caso, mi ci metto appena concludo il mio programma di clonazione personale (mi ci vorrebbero altri due o tre di me per fare tutte le cose che vorrei fare). Nel frattempo, vi potete divertire a guardare il mio articolo sul sistema estrattivo come sistema dinamico

A Simple Interpretation of Hubbert’s Model of Resource Exploitation
Ugo Bardi and Alessandro Lavacchi
Energies 2009, 2(3), 646-661; doi:10.3390/en20300646

http://www.mdpi.com/1996-1073/2/3/646


Oppure anche questo articolo di Kinouchi e Copelli sull'eccitabilità dei network dinamici

Optimal dynamical range of excitable networks at criticality
Nature Physics348 - 351 (2006)
doi:10.1038/nphys289
Osame Kinouchi and Mauro Copelli

http://www.nature.com/nphys/journal/v2/n5/full/nphys289.html

domenica 13 dicembre 2009

Il problema è che non ce n'è abbastanza


Ripropongo un post "leggero" pubblicato il 27 Dicembre 2006 su ASPO-Italia. Vista la situazione riguardo alle varie polemiche sul riscaldamento globale, mi sembra che la conclusione che "non c'è abbastanza cervello nella testa della gente" sia particolarmente rilevante



Spigolando su internet, trovo un documento del MIT sul problema energetico. Non contiene dati particolarmente nuovi, ma ha una conclusione che mi sembra riassuma bene la situazione. Ve la propongo tradotta e riarrangiata in modo creativo, secondo come la vedo io.




Allora, il problema energetico è che non c'è abbastanza di certe cose:


Petrolio e gas: non ci sono abbastanza petrolio e gas
Carbone: non c'è abbastanza atmosfera
Biomassa: non c'è abbastanza terreno
Idro e eolico: non ci sono abbastanza siti
Fotovoltaico: non ci sono abbastanza soldi
Fissione nucleare: non c'è abbastanza uranio e non c'è abbastanza posto per le scorie
Fusione nucleare: non c'è abbastanza di qualcosa, ma non sappiamo di cosa
Idrogeno: non ce n'è proprio
Efficienza: non c'è abbastanza cervello nella testa della gente

martedì 8 dicembre 2009

Tre libri e un filo conduttore

Pubblicato su www.aspoitalia.blogspot.com

Arrivano sulla mia scrivania un buon numero di libri che trattano gli argomenti tipici di ASPO: l'energia, le materie prime, il clima e la sostenibilità. Vi ne faccio una piccola recensione di tre di questi, tutti molto interessanti e raccomandabili e tutti seguono lo stesso filo conduttore: energia, risorse e sostenibilità.

Energia e Futuro - di Mirco Rossi

Mirco Rossi ha scritto questo suo "Energia e Futuro" con il sottotitolo "Le opportunità del declino". Già da questo potete capire qual'è l'approccio dell'autore che è socio di ASPO e molto attivo nel campo della divulgazione. In effetti, questo libro è molto ambizioso: è un tentativo di coprire tutto il campo dell'energia e del futuro della stessa e di farlo anche in modo comprensibile per tutti. Non è cosa facile a farsi, ma Mirco Rossi è riuscito in questa presentazione a mettere insieme quello che conosciamo in una forma facilmente accessibile. Se uno si vuol avvicinare al campo dell'energia con buona volontà, il libro offre una rara possibilità di farsi una base dalla quale partire. In effetti, tuttavia, Mirco Rossi non ha certamente esaurito le cose che ha da dire con questo libro. Lo hanno certamente capito quelli che lo hanno sentito parlare al convegno ASPOItalia di Lucca dell'Ottobre 2009 e che hanno potuto apprezzare la profondità della sua analisi. Anche dal testo di questo libro si capisce che Mirco Rossi ha molte cose da dire in più e il capitolo centrale, quello della sua esperienza di gioventù in un quartiere operaio di Mestre è una finestra interessantissima su un mondo oggi sparito ma del quale molte cose poterebbero ritornare in un futuro non lontano. Speriamo che di questo argomento possa scrivere più in dettaglio in un prossimo libro.

Il mondo alla rovescia - di Michele Buono e Piero Riccardi.

Con questo libro, Michele Buono e Piero Riccardi ci presentano un'investigazione a tutto campo sul mondo della globalizzato. Sono due giornalisti che lavorano a "Report" è che hanno esaminato l'argomento anche attraverso una serie di incontri con esperti nei vari campi affrontati. Il libro è diviso in due parti: Michele Buono si è occupato principalmente di sostenibilità in termini di energia e materie prime, mentre Piero Riccardi di agricoltura e cambiamento climatico. Spicca in particolare nella prima parte l'intervista a Jorgen Randers, uno degli autori del primo "rapporto al Club di Roma" del 1972, quello noto in Italia con il titolo dei "Limiti dello Sviluppo". C'è anche un'intervista di Michele Buono al modesto sottoscritto (Ugo Bardi) dove noto un errore di trascrizione dato che si riporta che ho previsto il picco del petrolio per il 2025-2030. In verità, me lo aspetto molto prima e probabilmente già avvenuto. Ma è soltanto un piccolo errore in un libro che si presenta come una panoramica interessante e ricchissima di spunti. Decisamente da leggere e meditare.

Ecofisica - di Luigi Sertorio e Erica Renda

A differenza degli altri due, questo di Sertorio e Renda non si presenta come un libro divulgativo, ma come un libro di testo per un corso universitario, appunto, di "Ecofisica" che Sertorio ha tenuto all'università di Torino. In quanto tale, non è un libro di immediato approccio se non avete un minimo di conoscenze di base e una certa capacità di lavorare sul linguaggio matematico. Ma è tutt'altro che un libro astruso. Io lo definirei un libro "sano", nel senso del rigore che porta allo studio e alla descrizione di tante cose di cui discutiamo spesso in modo così sguaiato e ideologico nel dibattito così come lo vediamo tutti i giorni sui giornali e sui media. Se avete un po' di tempo e di voglia di approfondire, è un testo essenziale per capire i meccanismi interni di cose come la crescita e il declino delle popolazioni, i sistemi complessi e i meccanismi alla base del cambiamento climatico

sabato 5 dicembre 2009

Siamo tutti incompetenti

Ripropongo questo post, pubblicato 17 maggio 2008 sul blog di ASPO-Italia. Me ne ha dato l'ispirazione la recente lettera di Pier Luigi Celli al figlio. Celli è uno che insegna - mi sembra di capire - ai manager come devono fare il loro mestiere. Penso che sia molto difficile, e la lettera dove Celli consiglia al figlio di lasciare l'Italia ha l'aria di confermarlo.

di Ugo Bardi




"Dilbert", la striscia creata da Scott Adams, genera il suo umorismo dall'incompetenza rampante in ufficio.
"Il nostro piano di salvataggio di emergenza" "AIUTO, AIUTO!"


Anni fa, la morte del professor S. mi fu annunciata da uno dei suoi allievi. "Povero professor S.", mi disse, "ci teneva tanto ad arrivare a pubblicare mille articoli, e invece non c'è riuscito." Da allora, mi è rimasta in mente l'immagine dell'anziano professore sul suo letto di morte che, con occhi spiritati, pronuncia le sue ultime parole, "Soltanto 999......."

Questa storia da una certa idea dell'importanza che gli scienziati danno alla pubblicazione di articoli scientifici, una cosa che in inglese si dice a volte con l'espressione "pubblica o muori" ("publish or perish"). Il numero di articoli pubblicati, e il numero di citazioni che ricevono in altri articoli ("impact factor") è oggi quasi il solo criterio di giudizio per la carriera di un accademico.

Tuttavia, ci possiamo anche domandare se questo sia veramente un criterio per giudicare la competenza di un accademico. Pensando al caso del buonanima professor S., certamente era competente nel mestiere di pubblicare articoli scientifici; ma era veramente un bravo scienziato? Forse, ma va anche detto che i suoi lavori non hanno lasciato traccia nella scienza, nemmeno nel campo specifico in cui lavorava. Possiamo dire che perlomeno insegnava bene ai suoi studenti? Mah? Questo certamente non dipende dal numero di articoli pubblicato.

Ho il dubbio che il caso del prof. S. non sia isolato e che molti accademici passino la loro vita a pubblicare articoli, senza preoccuparsi troppo che quello che pubblicano sia utile a qualcun altro. Quello degli accademici e della loro ossessione con il "publish or perish" è solo uno dei casi in cui la competenza di qualcuno viene calibrata su elementi che poco hanno a che fare con la capacità di quel qualcuno di far bene il suo mestiere. Pensate a uno studente che viene giudicato dalla capacità di ripetere quello che ha letto nelle dispense; ma ha veramente capito quello che ha studiato? Oppure pensate a quante volte si giudica qualcuno in base al numero di ore che sta in ufficio, o un manager sulla base della sua capacità di fare buone "pubbliche relazioni" Per quanto riguarda l'incompetenza in ufficio, vi potete leggere le strisce di "Dilbert" che sono molto divertenti perché, alla fine dei conti, quello che raccontano non è poi tanto diverso dalla realtà.

Un caso eclatante di incompetenza dirompente è quello dei politici, di cui più o meno si lamentano tutti. Non c'è da stupirsene troppo. La competenza di un politico di successo sta tutta nel riuscire a farsi eleggere. Questo implica essere in grado di raccogliere le risorse economiche necessarie per una campagna elettorale e apparire in TV dicendo cose banali con la massima serietà. Quanto poi a essere bravo a amministrare la cosa pubblica, beh, questo ha importanza soltanto per l'elezione successiva e comunque viene presto dimenticato nella nuova campagna elettorale.

Perché questa incompetenza dilagante? Beh, probabilmente c'è una ragione abbastanza semplice. Il mondo diventa sempre più complicato, mentre le nostre teste rimangono quelle che sono. E' già difficile fare la ricerca scientifica, figuriamoci amministrare un comune, una regione, o un paese di quasi sessanta milioni di persone. Certo, però, qualche volta mi sembra che ci sia anche chi esagera....

martedì 1 dicembre 2009

Davanti a noi, la foresta; dietro di noi, il deserto




Gilgamesh e Enkidu uccidono Humbaba, il guardiano della foresta dei cedri, in Libano. Gilgamesh poi taglierà i cedri in un processo che si è completamente esaurito solo ai nostri giorni, con la quasi completa distruzione delle foreste libanesi. Per fare qualcosa in proposito, potete aggregarvi alla "causa" di Facebook "All for the reforestation of Lebanon"


La distruzione delle foreste planetarie da parte degli esseri umani è un processo che è iniziato migliaia di anni fa e che sta arrivando al completamento ai nostri tempi. Non ci sono dati quantitativi sull'andamento della deforestazione mondiale, ma è rapido abbastanza da giustificare il titolo de "Il Grande Massacro" all'ultimo capitolo del libro "Deforesting the Earth" di Michael Williams.

Gli alberi sono un'altra risorsa che stiamo sovrasfruttando e che farà la stessa fine del petrolio, delle balene, degli storioni, degli elefanti e di tutto quanto abbiamo distrutto e sterminato con grande efficienza. Per distruggere una foresta, bastano pochi anni - per ricrearla ce ne vogliono migliaia. Dove abbiamo sterminato gli alberi, di solito non rimane che il deserto generato dall'erosione. Tutta la storia umana si può vedere come una corsa verso la foresta, mentre scappiamo dal deserto.

Di questa nostra attivitità come sterminatori di alberi, mi è capitato fra le mani un documento che vorrei passarvi. E' l'antichissima storia di Gilgamesh, eroe sumero di almeno 5000 anni fa. Una delle storie della saga è quando Gilgamesh e Enkidu, il suo amico, uccidono Humbaba, il divino guardiano delle foreste di cedri del Libano e danno inizio al taglio degli alberi. Oggi, il lavoro di Gilgamesh è ampiamente concluso e delle antiche foreste del Libano non rimane che qualche centinaio di alberi. Vista in questi termini, la storia che ci ritorna dalle antiche tavolette di argilla ci suona come l'inizio di una tragedia. Forse, appariva così anche all'antico scriba che ci ha lasciato queste tavolette, dato che mostra una certa simpatia umana per Hubaba, mostro orribile, ma che chiede pietà e al quale la pietà viene rifiutata. Usa anche il termine "uccidere gli alberi", a indicare la brutalità della distruzione della foresta. Da notare anche il dettaglio dell' "abitazione degli Dei" (gli Annunaki) desecrata da Gilgamesh e Enkidu. Che la foresta avesse un suo valore sacro è una cosa che ritroviamo in moltissime culture umane, ma che non è bastata a salvare gli alberi.

Vi passo questo testo senza ulteriori commenti. E preso da "La saga di Gilgames" di Giovanni Pettinato (Mondadori 2004). La tavoletta è frammentaria e la traduzione è incerta. Quindi ho un po' ritoccato e interpolato il testo per renderlo più leggibile - spero che i sumeristi non me ne vogliano, ma credo che l'essenza della cosa sia rimasta.


La Tavoletta di Iscali (EpCl Tav. V)

Enkidu parlò a lui, a Gilgamesh:
"Uccidi Hubaba per i tuoi dei,
spargi le sue membra nella steppa"

Gilgamesh diede ascolto alle parole del suo compagno

la spada che pesava otto talenti, l'ascia di dieci talenti egli prese
Con esse avanzò nel bosco.

Dell'abitazione degli Dei egli apri' la tenda
Gilgamesh tagliò i cedri, Enkidu dissotterrò i tronchi.


Enkidu parlo poi a lui, a Gilgamesh:

"Gilgamesh uccidi i cedri!"


prese l'ascia nella sua mano

estrasse la spada dalla sua guaina


Gilgamesh lo colpì alla nuca

Enkidu, il suo amico, lo trafisse al cuore


Al terzo colpo, egli cadde.

Ne nacque un gran trambusto e poi silenzio di morte


Egli aveva ucciso Hubaba, il grande guardiano

A due leghe di distanza, i cedri udirono il tonfo


Aveva ucciso il brigante, il guardiano della foresta,

al cui frastuono tremano Saria e Libano